biografia



Il maestro delle illusorie profondità: michele nardiello
michele nardiello è un artista poliedrico, la cui carriera rappresenta un costante dialogo tra l’antica maestria artigiana e la ricerca pittorica contemporanea.
Nato a Gravina di Puglia (BA) il suo percorso artistico si snoda dalle sue radici pugliesi per fiorire in centri di eccellenza artistica e oltre i confini nazionali.
Formazione tra ceramica e scultura
La sua vocazione artistica si manifesta precocemente, conducendolo al conseguimento del diploma presso l’Istituto Statale d’Arte di Bari, con specializzazione in ceramica. Un passaggio cruciale nella sua formazione è rappresentato dal primo anno di Accademia di Belle Arti a Firenze e poi altri tre anni all’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove si laurea.
Durante il suo periodo formativo a Carrara, nardiello non si limita al curriculum accademico tradizionale; partecipa con entusiasmo a corsi speciali che ne ampliano l’orizzonte culturale, frequentando maestri di prestigio come Silvio Coppola, Bruno Munari, Getulio Alviani (nel campo del design) e approfondendo lo studio del Graphic Design.
Questa solida base multidisciplinare gli consente di definirsi un “artigiano dell’arte”, capace di operare con tecnica impeccabile dalla ceramica alla grafica, dalla pittura al design.
Nel 1980, dopo un periodo di collaborazioni con importanti studi di Milano, dove realizza fondali per le pubblicità televisive e sculture per un filmi su Canale 5, approfondendo la tecniche come l’aeropenna, nardiello sviluppa una profonda passione per il restauro, acquisendo la conoscenza dell’antica e complessa tecnica del graffito.
Milano, rappresenta un punto di svolta nella carriera artistica di michele nardiello, segnato dalla realizzazione del suo primo trompe-l’œil nel 1982, per un milanese in una abitazione privata, con complesse prospettive. Tale tecnica, l’arte di ingannare l’occhio, diventerà uno dei suoi tratti distintivi, consentendogli di creare profondità illusorie in ambienti interni ed esterni, a testimonianza di una rara padronanza della prospettiva e della luce.
michele nardiello ha risieduto per molti anni in Germania, a Garmisch-Partenkirchen. In questa località, alcuni restauri e imponenti trompe-l’œil, i cui esempi sono visibili in luoghi pubblici. La sua galleria d’arte si è progressivamente arricchita di opere che spaziano dai ritratti, paesaggi e alle copie dai grandi maestri, a dimostrazione di un’insaziabile curiosità e di una continua ricerca tecnica.


La sua incessante “sfida” ai geni del passato, come evidenziato nel suo “omaggio a caravaggio”, a “leonardo da vinci”, e altri, dove ha riprodotto con maestria diverse opere, conferma la sua posizione di artista che coniuga la fedeltà alla tradizione classica con uno spirito profondamente innovativo.
Preparazione di un Caravaggio


Il legame emotivo e artistico con la città di Volterra ha assunto un ruolo significativo non solo come tappa nel percorso di vita di michele nardiello, ma anche come rifugio emotivo e fonte d’ispirazione artistica in un periodo di particolare rilevanza.
A partire da settembre 2022, in seguito alla scomparsa della consorte mariella, e in seguito a segnali inequivocabili dall’oltre percepiti dall’artista come un invito a trasferirsi a Volterra, nardiello ha individuato nella Città toscana un luogo di conforto e guarigione. Come egli stesso ha affermato, Volterra si è configurata come il “balsamo benefico” per il suo cuore e la sua sensibilità.
Volterra e mariella come muse ispiratorici
Questa città storica, ricca di patrimonio artistico e culturale, ha esercitato un fascino particolare sull’artista, offrendogli un contesto ideale per trasformare il dolore in nuova creatività.
Da marzo 2024, apre la sua bottega atelier in via buomparenti 10: qui sono nate tantissime opere materiche informali, trasformando michele nardiello in un canale ispirato dall’oltre, da mariella e altri.
Questo periodo ha rappresentato un momento cruciale per il consolidamento del suo percorso di ricerca, culminando nell’esposizione di alcune delle sue opere più significative proprio a Volterra, tra cui l’omaggio a caravaggio.

La tecnica del trompe-l’œil
Il trompe-l’œil (dal francese, “inganna l’occhio”) non costituisce per nardiello una mera decorazione, bensì l’espressione più elevata della sua maestria tecnica e della sua profonda conoscenza della prospettiva.
Questa tecnica pittorica si prefigge di generare un’illusione ottica di tridimensionalità tale da conferire all’oggetto rappresentato una percezione di realtà, dissimulando la sua esistenza su una superficie bidimensionale. L’intento primario è quello di indurre lo spettatore in un’ambiguità percettiva tra realtà e finzione.











Da molti anni, nardiello si dedica all’applicazione di questa tecnica non solo per il restauro, ma anche per la realizzazione di progetti originali, sia in ambito interno che esterno. La sua formazione accademica in scultura e design gli conferisce una profonda comprensione dello spazio, della luce e della geometria, elementi fondamentali per la manipolazione della percezione visiva.
nardiello si autodefinisce un “artigiano dell’arte”. Tale definizione si rivela particolarmente appropriata per il trompe-l’œil, in quanto richiede non solo una spiccata capacità creativa, ma anche una rigorosa disciplina tecnica, che comprende la padronanza delle complesse prospettive e delle tecniche di pittura a secco e a fresco impiegate nella realizzazione di graffiti murali.
In conclusione, la sua maestria nel trompe-l’œil rappresenta il punto di convergenza tra la sua formazione accademica classica e la sua incessante ricerca di superamento dei limiti della rappresentazione visiva.


Ha eseguito una mostra dedicata alla Fondazione Axiliumvitae in Volterra Ricerche, con il 70% del ricavato destinato a un progetto clinico di riabilitazione.
Inoltre ha realizzato un’altra mostra a beneficio della fondazione: con il 50% del ricavato alla butterlyonlus.org.
Pur mantenendo un focus primario sulla tecnica e sull’estetica, la decisione di dedicare delle mostre a delle cause sociali denota una sottostante sensibilità verso la responsabilità civica e l’altruismo.
michele nardiello non si configura esclusivamente come un artista per l’arte, bensì come un professionista che utilizza il proprio talento quale veicolo per un bene superiore, dimostrando una consapevole comprensione del ruolo dell’artista all’interno della comunità.




